L'evoluzione del controller passa da Excel a nuovi strumenti

Per anni il perimetro degli strumenti del controller si è ampliato un passo alla volta. Prima Excel, poi per chi voleva gestire volumi di dati più grandi Access, poi l'SQL per chi si spingeva a interrogare direttamente i database.

Ogni passaggio ha richiesto di imparare qualcosa di nuovo, un linguaggio un po' più tecnico del precedente. È una progressione che chiunque abbia fatto questo mestiere per più di qualche anno riconosce bene.

Il no-code e il low-code sono il passo successivo di questa stessa evoluzione, ma con una direzione diversa: invece di richiedere competenze sempre più tecniche, permettono di costruire strumenti complessi restando nel linguaggio del processo che si conosce. Non servono più competenze di programmazione per costruire una piccola applicazione, automatizzare un flusso di dati tra due sistemi, creare un'interfaccia che un collega non tecnico può usare senza problemi.

Il potenziale tecnico di questi strumenti è reale, e non va sottovalutato: oggi si possono costruire applicazioni, automazioni e integrazioni che fino a poco tempo fa richiedevano un intero team di sviluppo dedicato.

Ma la potenza dello strumento, da sola, non basta. Diventa centrale chi conosce davvero il processo che quello strumento deve alimentare: dove nascono i dati, quali eccezioni si verificano, cosa succede quando qualcosa va storto. Senza questa conoscenza, anche lo strumento più sofisticato automatizza semplicemente il modo sbagliato di fare le cose, solo più in fretta.

È qui che il ruolo del controller trova nuovo spazio: non nel saper programmare, ma nel saper tradurre la conoscenza profonda di un processo in qualcosa che uno strumento può eseguire in autonomia.

In pratica, da dove si comincia

Avvicinarsi al no-code e al low-code non richiede di buttare via quello che già si sa fare. Tre punti per iniziare con criterio:

  • Partire da un processo che si conosce a fondo, non da uno nuovo: la familiarità con le eccezioni e i casi limite vale più della novità dello strumento.
  • Mappare il processo su carta prima di costruirlo nello strumento, così gli errori di logica si correggono prima, non dopo averli automatizzati.
  • Mantenere una documentazione minima di cosa fa ogni strumento costruito, per evitare che diventi il nuovo "file che solo chi l'ha fatto sa spiegare".

Nel tuo percorso, quale di questi passaggi ricordi come il più impegnativo da imparare: Excel avanzato, Access, SQL, o questi nuovi strumenti no-code?

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