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Visualizzazione dei post da ottobre, 2026

Più dati abbiamo, più è difficile decidere

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Qualche anno fa, quando mancava un'informazione, si decideva con quella che c'era. Non era comodo, ma era chiaro. A un certo punto bisognava chiudere e scegliere. Oggi non è mai stato così facile avere i numeri. Dashboard, analisi, scenari, simulazioni. Ogni risposta ne apre un'altra, e c'è sempre un dato in più che si potrebbe guardare prima di scegliere. Per me il punto è questo. Avere più informazioni non significa essere più pronti a decidere. Sono due cose diverse. La prima si ottiene, la seconda si costruisce. Il numero preciso dà sicurezza. La decisione è più sfumata, e porta con sé una responsabilità. Lo vedo anche in me. A volte penso che uno scenario in più mi aiuterà a scegliere meglio. Il primo scenario di solito basta per capire la direzione. Quelli successivi spesso servono a sentirmi più tranquillo. Sto notando una cosa anche con l'AI. Un'analisi in più oggi costa pochi minuti. Ma proprio per questo il confine si sposta. Non è più qu...

Le elisioni intercompany sono la prova che due più due non fa sempre quattro

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Una società vende un servizio a un'altra del gruppo. Una registra il ricavo, l'altra il costo. Sulla carta i due numeri devono essere identici. Nella realtà quasi mai lo sono. Chi lavora sul consolidato di un gruppo con più società conosce bene la scena: a fine mese i saldi intercompany non quadrano, e inizia la caccia alla differenza. Una fattura registrata in un mese e ricevuta nel successivo. Un cambio applicato in date diverse. Un riaddebito di servizi calcolato con una chiave che per una società è cambiata e per l'altra no. Piccole differenze, che nel consolidato diventano ore di telefonate e di file Excel per capire chi ha ragione. Per me il punto è questo. Il problema non è quasi mai tecnico. È che due persone, in due paesi diversi, vedono la stessa operazione da due lati e la raccontano in modi diversi. I sistemi ERP più moderni aiutano più di quanto si pensi. Un contratto di riaddebito gestito a monte, con le stesse regole per tutte le società. Una contro...

Non ho imparato a programmare. Ho imparato a guardare i processi con un occhio diverso

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Avevo una cartella piena di file da rinominare, con data e mese da aggiornare nel nome. Circa quindici minuti ogni volta, tutto a mano. Chi lavora nel controllo di gestione conosce bene questo tipo di attività: piccole operazioni ripetitive, mai davvero complicate, che si sono stratificate nel tempo e che nessuno ha mai avuto motivo di toccare. Niente di complicato, e funzionava bene così. Ma proprio perché era un'abitudine consolidata, non mi ero mai fermato a chiedermi se ci fosse un altro modo di farlo. Un giorno ho deciso di provare a farlo fare a un piccolo programma. Programmare non è il mio mestiere, quindi mi sono fatto aiutare da Copilot a scriverlo. Ha funzionato, e il programma in sé è la parte meno interessante di tutta la storia. Quello che mi ha colpito è un'altra cosa. Mentre cercavo di spiegare a uno strumento cosa volevo ottenere, ho dovuto guardare quel lavoro in modo diverso. Non più come un'abitudine da eseguire, ma come un processo da descriv...

L'evoluzione del controller passa da Excel a nuovi strumenti

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Per anni il perimetro degli strumenti del controller si è ampliato un passo alla volta. Prima Excel, poi per chi voleva gestire volumi di dati più grandi Access, poi l'SQL per chi si spingeva a interrogare direttamente i database. Ogni passaggio ha richiesto di imparare qualcosa di nuovo, un linguaggio un po' più tecnico del precedente. È una progressione che chiunque abbia fatto questo mestiere per più di qualche anno riconosce bene. Il no-code e il low-code sono il passo successivo di questa stessa evoluzione, ma con una direzione diversa: invece di richiedere competenze sempre più tecniche, permettono di costruire strumenti complessi restando nel linguaggio del processo che si conosce. Non servono più competenze di programmazione per costruire una piccola applicazione, automatizzare un flusso di dati tra due sistemi, creare un'interfaccia che un collega non tecnico può usare senza problemi. Il potenziale tecnico di questi strumenti è reale, e non va sottovalutato...