Non ho imparato a programmare. Ho imparato a guardare i processi con un occhio diverso
Avevo una cartella piena di file da rinominare, con data e mese da aggiornare nel nome. Circa quindici minuti ogni volta, tutto a mano.
Chi lavora nel controllo di gestione conosce bene questo tipo di attività: piccole operazioni ripetitive, mai davvero complicate, che si sono stratificate nel tempo e che nessuno ha mai avuto motivo di toccare. Niente di complicato, e funzionava bene così. Ma proprio perché era un'abitudine consolidata, non mi ero mai fermato a chiedermi se ci fosse un altro modo di farlo.
Un giorno ho deciso di provare a farlo fare a un piccolo programma. Programmare non è il mio mestiere, quindi mi sono fatto aiutare da Copilot a scriverlo. Ha funzionato, e il programma in sé è la parte meno interessante di tutta la storia.
Quello che mi ha colpito è un'altra cosa. Mentre cercavo di spiegare a uno strumento cosa volevo ottenere, ho dovuto guardare quel lavoro in modo diverso. Non più come un'abitudine da eseguire, ma come un processo da descrivere passo dopo passo: cosa entra, cosa deve uscire, quali regole ci stanno in mezzo. E quando descrivi un processo così, le domande cambiano. Qual è la strada più corta per arrivare allo stesso risultato? Dove sto spendendo attenzione che potrebbe servire altrove?
È come se l'attenzione si fosse spostata. Pensavo che l'ostacolo fosse la parte tecnica, e invece quella l'ha fatta in buona parte lo strumento. A me è rimasta la parte che conosco meglio: capire il processo e immaginare come migliorarlo.
Da allora guardo con più curiosità anche altre procedure che davo per scontate. Non per automatizzare tutto, ma per capire se esiste un modo più semplice o più rapido di fare qualcosa che funziona già bene.
In questi casi l'ostacolo non è quasi mai la tecnica. È quel "non è il mio mestiere" che ci raccontiamo prima ancora di provarci.
In pratica, da dove si comincia
Non serve partire da un progetto importante. Un piccolo lavoro ripetitivo è il banco di prova ideale. Tre punti per iniziare:
- Scegliere un'attività piccola e ripetitiva, di quelle che si fanno quasi senza pensarci, e cronometrare quanto tempo richiede davvero ogni volta.
- Descriverla per iscritto come un processo: cosa entra, quali regole si applicano, cosa deve uscire. Già questo passaggio, anche senza costruire nulla, fa emergere dettagli che non si vedevano.
- Provare a spiegarla a uno strumento di assistenza, e verificare sempre che il risultato sia quello atteso prima di affidarsi a lui.
C'è una procedura che fai da anni nello stesso modo e che oggi potresti guardare con un occhio nuovo?
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